Progetto COIS Rivista

Un progetto semper in itinere

Il Centro-Osservatorio Interdisciplinare di Studi del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria (DiSPeS) è un progetto nuovo e autonomo, un gruppo di lavoro per il supporto alla ricerca e alla didattica delle materie giuridiche, di cui questa rivista online rappresenta lo spazio produttivo di comunicazione culturale.

Si prefigge l’ospitalità, senza preconcetti, di idee e studi, di riflessioni e dibattiti, in modo da poter essere una iniziativa editoriale che stimoli la ricerca e il confronto sulla complessità di tematiche peculiari della modernità, privilegiando l’attenzione ai diritti fondamentali della persona, intesa come centro teleologico dell’ordinamento giuridico e della società nel suo insieme. Uno spazio di ricerca e costruzione del senso, di ricognizione dei parametri interpretativi del testo, di produzione intellettuale fra teoria e prassi. Rivista giuridica proiettata in una dimensione interdisciplinare, aperta alle intersezioni tra diritto, pedagogia, economia, filosofia, sociologia, psicologia e ogni altro ambito umanistico e scientifico.

Una realtà sempre in costruzione, improntata al divenire, che si evolve nel tempo in base alle esigenze emergenti: è stata scelta una struttura di rapido accesso e in costante aggiornamento, per poter affrontare in forma immediata i compiti primari di informazione e comunicazione, partendo dall’idea di un «bollettino» di natura fluida. Nel breve/medio periodo, si organizzerà la pubblicazione di numeri a periodicità regolare, da affiancare alle pubblicazioni online; l’espansione prosegue tramite la presenza sui social network e la cura del canale video.

La fluidità di queste scelte rispecchia, in fondo, la tendenza del mondo contemporaneo a esser privo di una solida base su cui costruire progetti di lunga durata. La perdita di fondamenti un tempo considerati immutabili, ha dato adito all’idea della contemporaneità come di un momento storico indefinito e indefinibile, se non per ciò che non è più: post-moderno, post-industriale, post-nazionale e, per certi versi, addirittura post-umano. Una vituperata «era della tecnica», priva di anima e di ideali, i cui unici – ma illimitati – interessi sono lo sviluppo tecnologico, l’aumento dei consumi e l’incremento dei profitti, dove la persona si ritrova ridotta a statistica.

La natura mutevole e transitoria della società è la natura stessa dell’esistenza, cui risulta difficile fare fronte senza costruire “bastioni” culturali in cui rifugiarsi. Ma questa visione prende in considerazione soltanto i rischi di una mutabilità costante, senza comprenderne le opportunità: in questa transitorietà si trova la possibilità del cambiamento, dell’evoluzione consapevole verso forme nuove di convivenza e di interazione tra individui, corpi sociali, popoli e culture. Una deweyana transaction tra stabilità e cambiamento, un rapporto dialettico interdipendente tra la sicurezza della storia, della cultura e della società per come li abbiamo conosciuti, e lo scorrere fluido dei tempi, delle concezioni e delle prassi sociali, che proprio quella sicurezza ha reso possibile e ha poi smantellato, rinnovandola in forme ulteriori.

Questa prospettiva dialettica deve essere considerata la posizione filosofica fondamentale nella costruzione del Centro-Osservatorio Interdisciplinare di Studi, in cui cambiamento e dinamicità trovino ordine e regolarità, e viceversa. Perché il nostro percorso sia un viaggio verso porti sicuri, dove non getteremo l’ancora.

Breve nota storica

COIS Rivista fu lanciata, originariamente, in occasione del Convegno del Centro Nazionale Studi di Diritto del Lavoro “Domenico Napoletano” svoltosi presso l’Università della Calabria nel marzo del 2007 (di cui sono stati pubblicati i video delle sessioni sul nostro canale YouTube), con un numero zero che ne presentava le linee basilari, unitamente alla brochure del Convegno.

Era stata concepita come organo di informazione del Consorzio Interuniversitario di ricerca e documentazione per la gestione di Siti web di diritto delle persone, della famiglia, dei culti e delle confessioni religiose, costituito nel 2004 tra le Università di Bologna, Firenze, Salerno e della Calabria, al fine di rendere disponibili in rete materiali giuridici documentali, didattici e scientifici, nonché promuovendo il Metodo DIADI, basato sui criteri di interdisciplinarietà e comparazione. La rivista intendeva quindi fare da collettore a tali esperienze, per la comunicazione legata a materiali altrimenti destinati a rimanere patrimonio esclusivo delle singole cattedre, nella prospettiva di dar luogo a sinergie produttrici di un più elevato livello di studi. Il Consorzio non è più operativo dal 2018, avendo lasciato come eredità il portale www.cois.it, strutturato in forma di hub nel quale convergono le diverse esperienze di raccolta e condivisione di informazioni e documenti sul tema dei diritti umani.

Le difficoltà tecniche hanno più volte colpito COIS Rivista, rendendone arduo lo sviluppo sperato. L’iniziale gestione tramite un server autonomo, farraginosa e saltuaria, si è interrotta bruscamente, spingendo a intraprendere dal 2016 un percorso di rinnovamento grafico e organizzativo volto ad aumentare l’offerta informativa multimediale. Nel 2020, un nuovo e inatteso problema tecnico ha bloccato le attività in crescita, durante la prima fase della pandemia da CoVid-19, in cui si stavano pubblicando interessanti contributi sui modi di affrontare quella tragica emergenza.

Oggi si riprende il cammino con un nuovo progetto, un nuovo nome, ma anche nel segno della continuità del nome e dello spirito dell’esperienza pregressa, sempre in viaggio verso l’orizzonte.