Analisi di Intelligence e Proposte di Policy sul Post-Pandemia COVID-19 (aprile 2020 – aprile 2021)

a cura di Mario Caligiuri et alii

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Nota editoriale – Pubblichiamo il testo integrale della ricerca sugli scenari (post)pandemia nel periodo 2020-2021, realizzato nel mese di aprile dalla SOCINT – Società Italiana di Intelligence (www.socint.org) e dal Laboratorio sull’Intelligence dell’Università della Calabria (www.intelligencelab.org), con il consenso del curatore prof. Mario Caligiuri, che ringraziamo per la disponibilità.

Sommario

  • Premessa
  • Ricaduta politica (di Mario Caligiuri)
  • – Considerazioni Geopolitiche
  • Ricaduta militare (di Mario Caligiuri)
  • Ricaduta economica (di Roberto Macheda e Luigi Barberio)
  • Ricaduta industriale (di Luigi Barberio e Francesco Napoli)
  • – Considerazioni su piccola e media impresa (di Francesco Napoli)
  • Ricaduta scientifica (di Luigi Rucco)
  • – Il problema pedagogico (di Mario Caligiuri e Luigi Rucco)
  • Conclusioni
  • Fonti

 

Premessa

La presente ricerca rappresenta un’analisi sulle possibili ricadute dell’attuale pandemia COVID-19 sui fattori di potenza che costituiscono l’interesse nazionale. La prospettiva adottata è quella degli studi previsionali di intelligence, considerando uno scenario caratterizzato dai seguenti fattori:

  • Fattore temporale e gradualità del fenomeno. L’analisi ha natura tattica e si pone come traguardo temporale il mese di aprile 2021, con una verifica intermedia per settembre 2020.
  • Fattore finanziario. L’analisi è basata sulle stime degli attuali livelli di finanziamenti garantiti dallo Stato:
    • c.ca 50 mld EUR, per il sostegno al reddito[1];
    • c.ca 400 mld EUR nel biennio 2020/2021 per la liquidità al sistema imprenditoriale, i cui effetti si vedranno a partire dal secondo semestre del 2020[2].

Le successive risorse aggiuntive potranno modificare gli scenari previsti, che verranno aggiornati di conseguenza.

  • Fattore comunicativo. La comunicazione produce effetti diretti e immediati sull’economia e sui comportamenti dei cittadini. La gestione della comunicazione istituzionale da parte di:
    • Unione Europea,
    • Governo,
    • Protezione Civile,
    • Regioni,

ha provocato e sta provocando notevoli ricadute negative. Per esempio, dopo le dichiarazioni del 12 marzo 2020 della Presidente della BCE Christine Lagarde, la Borsa di Milano ha perso il 17%, provocando al contempo un appesantimento del debito italiano[3]. Nello stesso tempo la sovrapposizione e le contraddittorietà della comunicazione istituzionale, mentre stanno producendo consenso al governo (Conte al 67,3% e Zingaretti, al 40,6%)[4], impattano di meno su un efficace contrasto reale al fenomeno dal punto di vista sanitario, economico e sociale.

L’importanza di una buona comunicazione istituzionale sul fronte economico è dimostrata dal discorso del 2012 del Presidente della BCE Mario Draghi in occasione della Global Investment Conference di Londra per salvare l’economia dell’Unione Europea difendendo l’euro[5]. Tale dichiarazione si stima valga 5.000 Mld di euro[6].

La stessa comunicazione sui social network e in televisione sta creando un “effetto panico” le cui conseguenze possono essere imprevedibili, modificando i comportamenti sociali. In particolare, la sterminata comunicazione che avviene tramite WhatsApp non è misurabile dagli algoritmi, producendo effetti imprevisti[7].

Le proiezioni sono motivate da fonti attendibili e opportunamente citate. Ogni sezione viene aperta da un’analisi e conclusa da una proposta di policy, che prevede interventi immediati per fronteggiare la crisi e l’avvio di iniziative strutturali possibili in periodi di emergenza.

In ogni settore viene puntualizzato il ruolo strategico e fondamentale dell’intelligence.

Pur mantenendo una coerente organicità di fondo, la redazione delle varie ricadute risente dell’impostazione e della sensibilità culturale degli estensori.

 

RICADUTA POLITICA

Analisi

L’ipotesi più probabile che i Governi dovranno affrontare dopo la fine dell’emergenza sarà il disagio sociale, che avrà origini prima di tutto economiche ma anche psicologiche ed educative[8]. In base ai tempi di ritorno progressivo alle normali attività si potrà graduarne la reale incidenza. Tutto questo richiede iniziative politiche di alto spessore, che mirino ad affrontare i nodi strutturali e non a un consenso politico immediato e a breve termine. Vanno inoltre considerati altri elementi anch’essi al momento non prevedibili: i tempi di rientro alla normalità degli altri Paesi per favorire scambi economici e commerciali, l’impatto effettivo sulle relazioni personali nei prossimi mesi in relazione al rischio nei contatti sociali (il possibile “effetto untore”) e i reali cambiamenti organizzativi di aziende e istituzioni in conseguenza con l’accelerazione forzata del lavoro a distanza.

La risposta economica sarà in ogni caso insufficiente, sia perché l’Italia nonostante la sospensione del patto di stabilità comunitario ha già un bilancio molto pesante e sia perché le scelte governative stanno seguendo criteri di sostegno al reddito non orientandosi sugli investimenti e dilazionando i problemi, come il pagamento delle tasse[9]. Né ragionevolmente si può fare affidamento sulla disponibilità dell’Europa perché gli aiuti comunitari, nella migliore delle ipotesi, incideranno in ogni caso in modo relativo[10]. Le recenti aperture degli USA offrono però interessanti prospettive[11].

La crisi economica apre larghi spazi, in Italia come nel resto del mondo, alle ulteriori infiltrazioni criminali nell’economia legale e quindi nel tessuto sociale, politico e istituzionale.

A prescindere dall’evento sanitario che l’ha generata, la stessa gestione della crisi sia a livello di scelte economiche che a livello di comunicazione sta ponendo problemi di non secondaria importanza, poiché sta provocando danni che alimentano quelli diretti della pandemia[12].

Un discorso a parte riguardano i provvedimenti legislativi, che mentre da un lato sono necessari, in linea con quanto stanno adottando dopo di noi tutte le Nazioni, dall’altro hanno posto questioni sui tempi e sulla legittimità. Per quanto riguarda i primi ci sono denunce penali delle quali si dovrà poi verificarne la fondatezza[13], dall’altro osservazioni sulla costituzionalità e sull’opportunità di taluni provvedimenti, che hanno prodotto un’incertezza normativa che crea confusione nei cittadini e sfiducia negli investitori e negli imprenditori[14].

C’è chi evidenzia che la legislazione di emergenza possa ridurre le libertà dei cittadini, che in un clima di paura possono essere più facilmente del solito orientati e manipolati[15]. Dibattito simile che avvenne negli USA in occasione del Patriot Act del 2001[16]. Sul linguaggio, spesso indecifrabile utilizzato in questa decretazione d’emergenza Sabino Cassese ha espresso molte perplessità[17].

C’è ovviamente la chiara evidenza che i governanti di tutti i Paesi siano in affanno e che, mentre le condotte vanno osservate in corso d’opera, i risultati effettivi si cominceranno a constatare una volta finita l’emergenza, tenuto conto che alcuni di questi potranno durare anni o addirittura diventare permanenti.

 

Proposte di Policy

Un’ipotesi per contenere l’inevitabile disagio sociale è quella di assumere decisioni impopolari.

Ci sarà bisogno di scelte dolorose che rispondano a criteri minimi di giustizia sociale. Tra queste, si può discutere tempestivamente su:

  • tassare le grandi rendite;
  • porre un tetto alle pensioni d’oro;
  • ridurre gli emolumenti e i benefici ai parlamentari e ai consiglieri regionali;
  • diminuire i compensi dei direttori generali della sanità e delle figure apicali dei ministeri e delle regioni;
  • limitare i compensi degli addetti delle alte istituzioni (Presidenza della Repubblica, Parlamento, Corte Costituzionale ed altro).

Si tratta di stipendi molto elevati ai quali non corrisponde pari utilità sociale, né ragionevolezza e che per la loro riduzione basta un decreto-legge. Sebbene quelle appena elencate rappresentino voci di spesa relativamente modeste rispetto al bilancio dello Stato, esse possono incidere positivamente sulla selezione della classe dirigente e sul disagio sociale, riavvicinando le élite ai cittadini.

Vanno poste le basi adesso in condizioni di emergenza per:

  • adottare una politica di redistribuzione del reddito, anche a titolo dimostrativo;
  • formulare il bilancio dello Stato, orientando diversamente la spesa pubblica[18];
  • rivedere la legge Bassanini, con caratteri di urgenza[19];
  • avviare lo snellimento burocratico, partendo da alcune esperienze effettuate in questo periodo;
  • programmare un intervento sulle carceri, disponendo la realizzazione di nuovi edifici.

Il punto centrale sarà questo: dal punto di equilibrio che si raggiungerà nel nostro Paese tra le condizioni di indigenza e la riduzione del benessere dipenderà l’effettiva tenuta sociale.

In questo quadro, anche riguardo alla sanità occorre riflettere:

  • su una diversa riarticolazione dei ruoli tra Stato e Regioni, prendendo spunto dagli esiti constatati in questa emergenza;
  • sulla circostanza che i tanti medici e infermieri che in questi giorni si stanno adoperando e morendo per la nostra salute sono inseriti in un sistema in cui la sanità è spesso un affare privato, con interessi giganteschi[20];
  • sulle deficienze strutturali e organizzative che hanno evidenziato alla prova dei fatti le debolezze del sistema sanitario, finanche quello più celebrato[21].

È anche con provvedimenti sulla sanità che si contrastano davvero le mafie, le quali progrediscono non solo per la loro grande capacità economica ma soprattutto per le inefficienze delle élite pubbliche e per le ingiustizie sociali legalizzate.

Sull’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale da più parti responsabilmente evidenziata, si richiedono riposte politiche urgenti.

Infatti, i settori economici più esposti agli appetiti della criminalità economica sono quelli che risentiranno maggiormente non solo del lockdown in atto ma anche di una ripresa più lenta correlata alla fase 2. L’aggressione della criminalità organizzata si evidenzierà più che nel breve periodo in quello medio-lungo, principalmente nei settori del turismo, degli eventi, della ristorazione, dei trasporti e in particolare delle compagnie aeree[22].

Particolare attenzione bisognerà dedicare alle variazioni di proprietà delle attività nelle Camere di Commercio e alle procedure delle sezioni fallimentari dei Tribunali.

In questo complesso di fattori, l’intelligence nazionale ha un impegnativo compito previsionale nelle due aree fondamentali del prevedibile disagio sociale e delle ulteriori infiltrazioni criminali.

 

Considerazioni Geopolitiche

Una nuova fase nella grande partita geopolitica internazionale è iniziata contemporaneamente al diffondersi della pandemia. In tale quadro il nostro Paese, storicamente al centro di interessi geostrategici, deve avere chiara una strategia.

I contrasti in seno all’Europa potrebbero contribuire a determinare due distinte ed apparentemente distanti pulsioni:

  • una ripresa dell’ideale secessionista tra Nord e Sud dell’Unione;
  • il rafforzarsi di nazionalismi con la proposta sempre più netta di abbandonare l’Unione Europea, come dimostrano recenti sondaggi[23].

L’Italia dovrà confrontarsi con l’evidente riassetto degli equilibri internazionali e in particolare:

  • l’effettivo ruolo dell’Europa, che per come sta affrontando l’emergenza della pandemia mette e nudo le contraddizioni di fondo dell’Unione Europea;
  • il protagonismo della Cina, che ha sùbito avviato una “via della seta sanitaria” che si aggiunge alla “via della seta economica”;
  • le politiche degli USA, che da qui alle elezioni presidenziali di novembre saranno inevitabilmente condizionate da questa fondamentale scadenza;
  • il ruolo della Russia, che ha accentuato il suo interesse per la politica europea e per quella italiana.

In Italia ci sono i sostenitori dell’Europa, degli USA e della Cina, meno presenti ed evidenti sembrano i collegamenti con la Russia.

Occorre pertanto superare le politiche ondivaghe, senza perdere di vista le tradizionali alleanze Italiane legate alla NATO e all’Europa, ma perseguendo come bussola l’interesse nazionale di lungo periodo, sviluppando le capacità di interpretazione delle tendenze mondiali. In questo quadro, il ruolo dell’intelligence è più strategico che mai.

 

RICADUTA MILITARE

Analisi

La rilevanza dell’emergenza sul piano militare è dimostrata dal recente vertice straordinario convocato dalla NATO per discutere del contributo logistico, del contrasto alla disinformazione e alle campagne di influenza[24], nonché delle implicazioni per la spese in Difesa[25].

Lo shock economico investirà il settore della Difesa, richiedendo verosimilmente una riduzione degli investimenti.

  • Attualmente, la spesa italiana in difesa ammonta a circa l’1.4% del PIL, pari a 26 miliardi di Euro[26].
  • Nelle previsioni di bilancio per il 2020 si stimava un incremento pari a circa 1.5 miliardi di Euro, ai quali bisogna aggiungere 5 miliardi aggiuntivi distribuiti in 5 anni (Legge terrestre) a favore di aziende come Leonardo, Iveco-Oto Melara, Mbda, Beretta[27].

Le condizioni del bilancio dello Stato richiederanno, probabilmente, una rimodulazione di:

  • missioni all’estero;
  • spese per i caccia F35;
  • completamento della fregata FREMM;
  • ultimazione della portaerei Trieste;
  • acquisto di elicotteri e sistemi d’arma[28].

Prima delle crisi, la NATO aveva invitato l’Italia ad aumentare al 2% del PIL le spese militari. In questo quadro la NATO, già attraversata da una crisi sistemica, sarà verosimilmente costretta a rivedere la propria missione, determinando possibili incertezze, soprattutto in termini di deterrenza. Ciò potrebbe far assumere un inedito ruolo di primo piano nel Mediterraneo alla Russia e alla Cina.

Le sfide che attendono il sistema di difesa italiano e atlantico saranno proiettate su nuovi conflitti:

  • guerre delle informazioni;
  • cyberwarfare;
  • armi non convenzionali (NBC – Nucleare, Batteriologico, Chimico).

 

Proposte di Policy

  • Affrontare l’emergenza cyber attivando un programma di Difesa specifico che va aggiornato e potenziato tenendo conto degli equilibri geopolitici.
  • Avviare un analogo programma che ampli ed incentivi il settore NBC strutturato nell’ambito del sistema di difesa militare, ma che coinvolga pienamente la società civile (sanità, scuola, ricerca, intelligence, forze di polizia).
  • Creare una “riserva” in ambito militare, sul modello di quella esistente in Svizzera, che supporti la sicurezza interna, la protezione civile, la popolazione e le strutture sanitarie in caso di calamità naturali ed epidemie. In tale quadro rafforzare l’idea della leva volontaria[29].
  • Rafforzare l’interesse, l’analisi, le collaborazioni e la presenza anche fisica all’estero dei nostri Servizi di intelligence nelle aree strategiche per tutelare l’interesse nazionale.

 

RICADUTA ECONOMICA

Analisi

Nel 2019 la crescita dell’economia mondiale ha subìto un significativo rallentamento, facendo registrare un incremento di appena il 3% rispetto al 2018[30].

Ciò è stato determinato principalmente dal contesto geo-economico caratterizzato dai seguenti fattori:

  • La “guerra dei dazi”, che ha rappresentato una sfida rilevante per tutte le principali economie del mondo, a partire da quella italiana. Infatti, la forte integrazione delle catene del valore globali accresce l’impatto di nuove barriere commerciali sull’intera filiera. Questo elemento potrebbe ragionevolmente attenuarsi per via della crisi generata dall’emergenza sanitaria[31].
  • Una dinamica di “contaminazione” che, verosimilmente, ha contribuito a consolidare la tendenza di riportare sul territorio nazionale le attività produttive delocalizzate, determinando processi di de-globalizzazione che invertono il processo finora in atto.

Prima in Europa, l’Italia ha introdotto misure di contenimento che hanno determinato interruzioni lungo le catene del valore globali. Questi effetti sono valutabili come segue:

  • Secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI) l’economia sarà caratterizzata da una decrescita del PIL del 3% nel 2020, ovvero 6,3% in meno rispetto alle stime di gennaio 2020[32]. Il Fondo Monetario Internazionale definisce il “Great Lockdown”, la recessione peggiore dalla Grande Depressione dagli anni 1930 e decisamente peggio della crisi del 2008, che ha determinato una riduzione del PIL mondiale dello 0,1%[33].
  • Le perdite complessive del PIL mondiale ammonteranno a quasi 9.000 miliardi di dollari fra il 2020 e il 2021, più del valore complessivo delle economie del Giappone e della Germania[34].
  • Assumendo che la pandemia riduca consistentemente i suoi effetti nella seconda metà dell’anno, l’FMI prevede per il 2021 un PIL in crescita del 5,8%[35].

Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale l’economia italiana sarà tra le più deboli al mondo[36]. Al netto dei correttivi nel 2020, la decrescita del PIL italiano si attesterà intorno al – 9,1% (quint’ultimi su 149 Paesi). Peggio dell’Italia, su scala globale, si attesteranno solo la Grecia (-10%); il Libano (-12%); il Venezuela (-15%) e Macao (-29,6). Mentre la Gran Bretagna registrerà -6.5%, la Germania – 7%, la Francia -7.2% e la Spagna – 8%.

Nel citare le previsioni fortemente negative sull’Italia dell’FMI, è utile ricordare l’atteggiamento aggressivo – se non predatorio – talvolta emerso nell’operato di questa istituzione verso Paesi in difficoltà[37]. Circostanza che rappresenta un ulteriore segnale di allarme per l’Italia, qualora non dovesse riuscire a far fronte all’emergenza con risorse proprie o messe a disposizione dall’Unione Europea.

Secondo i dati di Contabilità nazionale dell’ISTAT, riferiti al totale delle attività economiche comprese quelle sommerse, la limitazione delle attività produttive coinvolgerebbe il 34,0% della produzione pari al 27,1% del valore aggiunto[38]. Seppure limitate nel tempo e ristrette a un parte di settori delle attività economiche, tali misure sono in grado di generare uno shock rilevante e diffuso sull’intero sistema produttivo. Infatti, oltre agli effetti diretti connessi alla sospensione dell’attività nei settori coinvolti nei provvedimenti, il sistema produttivo subirebbe anche gli effetti indiretti legati alle relazioni intersettoriali[39].

Secondo le stime sviluppate da Svimez, un mese di lockdown comporta la riduzione di quasi 48 miliardi di euro del PIL italiano, pari al 3,1%[40]. Ogni settimana in più di blocco normativo delle attività produttive, secondo i parametri attuali, potrebbe costare una percentuale ulteriore di Prodotto Interno Lordo dell’ordine di almeno lo 0,75% (Centro studi Confapi)[41]. La suddivisione territoriale della perdita sarebbe: 37 miliardi al Centro Nord e circa 10 nel Sud. In termini assoluti, la contrazione economica media sarebbe di 788 euro pro-capite al mese, suddivisi in oltre 1000 euro al Centro-Nord e quasi 500 al Sud. Nelle stime di contrazione economica, non è quantificata la vasta area del sommerso che incide, secondo i dati dell’Eurispes, per circa 540 miliardi di euro annui sui 1.600 miliardi del PIL ufficiale nazionale[42].

Secondo l’ILO, la crisi sta causando una riduzione senza precedenti dell’orario di lavoro su scala globale[43]. A partire dal 1 ° aprile 2020 si prevede una riduzione dell’orario di lavoro nel trimestre in corso (Q2) di circa il 6,7 per cento, pari a 195 milioni di lavoratori a tempo pieno (supponendo una settimana lavorativa di 48 ore)[44].

La perdita di produttività implica che i lavoratori dovranno affrontare una diminuzione di reddito e una povertà più profonda con un inevitabile aumento delle disuguaglianze in tutti gli ambiti. Le misure poste finora in atto sono l’estensione della Cassa Integrazione e l’integrazione di 600 euro per autonomi e partite IVA.

Esiste, quindi, un elevatissimo rischio di tenuta socioeconomica per il sistema Paese che, inevitabilmente, potrebbe sfociare in un diffuso e differenziato disagio sociale:

  • Mezzogiorno. L’emergenza economica si inserisce in un contesto di fragilità sociale pregressa. Nelle aree meridionali si è creata nel corso degli anni una stratificazione di più crisi, a partire da quella economica del 2008, cui poi è seguita la recessione finanziaria del biennio 2011-2012 che di fatto ha ridotto molti servizi, in termini non solo di quantità ma anche di qualità. Basti ricordare che, secondo Demoskopika, le regioni del Sud hanno gli indici di perfomance sanitaria più bassa in Italia[45]. Tale situazione di degrado costituisce l’humus ideale per le mafie che potrebbero ulteriormente e certamente infiltrare con maggiore pervasività l’economia, le istituzioni e la società.
  • Nord. Il Nord ed in particolare le tre regioni maggiormente colpite dall’epidemia, ovvero Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, potrebbe perdere circa il 40% del Prodotto Interno Lordo, con effetti devastanti sul tessuto economico e sociale di tutto il Paese. Il rischio di forte recessione economica è più che reale con evidenti implicazioni negative sull’occupazione. La fascia di persone con fragilità sociale rischia di ampliarsi a dismisura e senza adeguati interventi a sostegno del reddito delle famiglie potrebbero diventare travolgenti le spinte secessioniste e dell’autonomia differenziata. Tendenza analoga e parallela rispetto a quella che si manifesta relativamente all’uscita dell’Italia dall’Unione Europea.

 

Proposte di Policy

In questi giorni, molteplici sono le stime prodotte, così come le proposte di intervento. Non è scopo del presente documento ripercorrere una disamina esaustiva di quanto proposto dai vari attori istituzionali e privati. Tuttavia, sulla base delle nostre valutazioni, i seguenti punti meritano particolare attenzione, poiché si ricollegano al tema del disagio sociale analizzato nel contesto delle ricadute politiche ed economiche.

  • Interventi economici di sostegno a famiglie e imprese tempestivi. In questo contesto, la velocità d’intervento diviene il fattore critico di successo di qualsiasi politica economica, partendo dal presupposto che per garantire la tenuta democratica del Paese, è necessario conservare l’integrità di gran parte del tessuto sociale. A tal fine è imprescindibile l’obiettivo del mantenimento dei livelli occupazionali il più possibile vicini a quelli precrisi, peraltro già problematici.
  • Estendibilità delle misure. Si intende la possibilità di estendere le misure in relazione alla durata e dimensione del lockdown.

Senza queste caratteristiche, le misure saranno vane e prive di qualsiasi conseguenza sulla possibilità di ammortizzare i contraccolpi della ricaduta economica.

In tale contesto le attività di intelligence economica diventano una parte rilevante delle attività dell’intelligence istituzionale, da sviluppare in modo accentuato.

 

RICADUTA INDUSTRIALE

Analisi

Siamo in una recessione atipica che non nasce dall’interno del sistema economico italiano, né in quello internazionale. Non nasce dall’incepparsi di qualche meccanismo dei mercati finanziari o dalla necessità di “correggere” qualche eccesso. Lo shock viene dall’esterno, colpisce l’economia come un meteorite, con un effetto congiunto su offerta e domanda. Al progressivo blocco, temporaneo ma prolungato, di molte attività economiche sul territorio nazionale si è associato un crollo della domanda di beni e servizi, sia dall’interno che dall’estero.

Il blocco coglie impreparate sia le molte imprese, specialmente al Meridione, che non hanno ancora completato il percorso di rientro dalle difficoltà degli eventi del 2008[46], sia quelle più efficienti che non solo hanno resistito, ma hanno consolidato importanti percorsi di crescita.

A differenza di quanto accaduto nell’ultima crisi, oggi il processo selettivo subisce gli effetti di dinamiche molto più rapide già allo stadio iniziale di una fase congiunturale molto profonda. Un’urgenza che si è tradotta nel decreto-legge sulla liquidità approvato nel Consiglio dei Ministri del 7 aprile. Il meccanismo scelto appare però poco funzionale alla dimensione del problema. Inoltre, il decreto-legge fornisce esclusivamente garanzie statali a fronte dei finanziamenti erogati alle aziende. Pertanto, è compito delle banche il reperimento della liquidità, in un mercato caratterizzato dalle regole di Basilea che impone limiti alle quantità di patrimonio di cui debbono necessariamente dotarsi, determinando possibili rallentamenti nell’erogazione dei prestiti alle imprese.

 

Considerazioni sulla Piccola e Media Impresa

Vista la particolare struttura produttiva del Paese, nella nostra analisi approfondiamo il ruolo delle piccole e medie imprese. Infatti, nessuno conosce, ad oggi, la dimensione complessiva degli interventi necessari, che saranno comunque massivi e condizionati dagli sviluppi sanitari ed economici. Ma a tutti è chiaro che solo mettendo in sicurezza i cittadini e le imprese, la recessione attuale potrà non tramutarsi in una depressione economica prolungata.

Posto che la fase acuta dell’emergenza sanitaria si vada esaurendo alla metà del secondo trimestre dell’anno, il Centro Studi di Confapi ipotizza che nel settore manifatturiero saranno attive queste percentuali di imprese nei prossimi mesi:

  • Aprile: 40% all’inizio; 60% alla fine del mese;
  • Maggio: 70% all’inizio; 90% alla fine del mese;
  • Giugno: 90% all’inizio; 100% alla fine del mese[47].

La ripartenza nel secondo semestre 2020 sarà verosimilmente frenata dalla debolezza della domanda di beni e di servizi. Nel caso in cui la situazione sanitaria non evolvesse positivamente, ovviamente queste previsioni economiche andrebbero riviste al ribasso.

Il calo della domanda sembra trainato da tre fattori:

  • modifiche dei comportamenti individuali;
  • nuove modalità di erogazione delle prestazioni lavorative;
  • chiusura di attività produttive di beni e servizi.

Il cambiamento dei comportamenti avviene sia nello stile di vita quotidiana, con l’obbligo di evitare spostamenti e assembramenti, sia nelle modalità di erogazione della prestazione lavorativa, con l’adozione dello smart working laddove possibile, specie nel settore dei servizi. Questa situazione sta mutando la composizione della spesa delle famiglie, adesso sbilanciata su tre capitoli essenziali di consumo:

  • alimentari,
  • abitazione,
  • salute.

Questo andamento porta a una parziale rallentamento della domanda delle spese (circa il 60% del totale), etichettabili come “non essenziali”:

  • trasporti
  • attività ricreative e culturali
  • ristoranti e alberghi
  • abbigliamento

 

Proposte di Policy

A livello industriale, si aprono una serie di minacce per la Sicurezza Nazionale. Il primo è l’inevitabile indebolimento competitivo di tutte le attività economiche. Potrebbero risentirne, in particolare, quelle legate a energia, trasporti, acqua, salute, comunicazioni, media, ma anche i comparti in cui sono presenti le nostre multinazionali “tascabili” dove operano aziende sconosciute ai più ma che ancora difendono la bandiera dell’imprenditoria italiana nel settore dell’intelligenza artificiale, della robotica, del packaging e delle macchine utensili, della difesa, delle biotecnologie. Queste ultime diventano potenziali prede di interessi economici stranieri, da parte di potenze che possono approfittare di questa inevitabile debolezza. Come peraltro più volte evidenziato dal COPASIR, ribadendo la funzione essenziale dell’intelligence, sotto l’aspetto economico e finanziario[48].

Forse, in tal senso, un blocco delle operazioni straordinarie sui settori strategici deve essere previsto, innovando il golden power che prevede informative preventive da cui possono scaturiti precisi divieti. In questa fase, però, sarebbe più opportuno vietare in ogni caso la vendita di quote degli asset strategici, individuandoli con precisione.

Molti settori dovranno adattare il proprio modello di business, che dovrà essere ripensato in molte delle sue fasi. Pensiamo al settore sanitario del nostro Paese, dove l’assenza di piattaforme mediche digitali non ha consentito la prestazione di servizi di diagnosi gratuita online per i cittadini, determinando sicuramente un incremento dei contagi. Invece, un servizio di telemedicina aiuta a distinguere i pazienti sospetti COVID-19 da quelli affetti da comune raffreddore, nonché di alleviare la carenza di risorse mediche fisiche, ridurre i rischi di infezioni incrociate causate dal contatto umano e consentire ad un maggior numero di cittadini di apprezzare le cure mediche online. Una rivoluzione tecnologicamente possibile e non più rimandabile.

Nel settore turistico e nell’industria degli eventi la ridefinizione degli spazi richiederà ingenti investimenti (dai ristoratori ai cinema, dalle palestre ai musei, dai teatri agli eventi culturali: tutti questi luoghi di concentrazione di persone devono procedere ad una totale rivisitazione degli spazi) che impatteranno negativamente sulla produttività. Sono tutti costi aggiuntivi per il sistema imprenditoriale, che in questo stato di crisi difficilmente potranno essere sostenuti senza adeguati sussidi. Nell’uso delle risorse, si dovrà necessariamente prestare attenzione ai settori più colpiti, come il turismo, l’industria degli eventi, il commercio di prossimità non alimentare e soprattutto l’export.

Occorre predisporre le condizioni legislative e fiscali per incentivare il rientro delle sedi legali delle aziende e contrastare il potere di attrazione dei “paradisi fiscali”, a iniziare da quelli europei. Allo stesso modo bisogna agevolare il reshoring (rientro delle attività industriali nazionali che sono state delocalizzate all’estero per diverse ragioni[49]), prevedendo una contribuzione fino al 50% dei costi di reimpianto in patria di produzioni appartenenti a qualsiasi settore. In tale quadro l’intelligence fiscale può svolgere un ruolo determinante, da sviluppare da adesso per i prossimi anni[50]. L’impatto del reshoring può essere rilevante sia per le aziende che lo intraprendono direttamente, sia per il sistema di subfornitura, che viene spesso riportato in madrepatria insieme alle produzioni aziendali. In questo modo si può fornire una concreta compensazione alla perdita di occupazione, derivante dall’impatto del COVID-19. La contribuzione del 50% potrebbe essere più elevata nel caso di produzioni strategiche o direttamente collegate alla crisi sanitaria: mascherine, disinfettanti, respiratori ed altro.

Occorrerà, inoltre, cominciare a sgonfiare l’ipertrofia fiscale e normativa come impegno prioritario, semplificando i labirinti procedurali di cui è disseminato il cammino delle imprese.

Un altro fronte di intervento potrebbe riguardare il Capitale Umano delle imprese, puntando su formazione e potenziamento delle competenze. In questo ambito si potrebbe ipotizzare una collaborazione tra Governo, sindacati e datori di lavoro nella costruzione di un ecosistema di apprendimento permanente ed efficace, utilizzando i fondi che sono già disposizione previsti nelle intese tra imprese e sindacati[51].

Una ulteriore linea di intervento potrebbe riguardare la territorializzazione della contrattazione, dando spazio a cogestione e welfare aziendale, con una forte attenzione al sistema territoriale basato su capitale sociale e coscienza dei territori. Infatti, stiamo assistendo ad un graduale sfarinamento dei territori, con conseguenze negative per il futuro del nostro Paese. È ragionevole sostenere che occorra ripartire dal rating locale, quello che l’OCSE chiama capitale territoriale[52], dove storia, memoria e saperi costituiscono il valore aggiunto del Made in Italy.

Per limitare la riduzione dei posti di lavoro è cruciale il più ampio ricorso a forme di diminuzione degli orari, senza eccessivi oneri aggiuntivi per le imprese, quali smaltimento delle ferie o utilizzo di congedi parentali per la cura dei minori.

È inoltre essenziale l’attivazione massiccia e repentina di strumenti di integrazione al reddito da lavoro, a cominciare dalla Cassa Integrazione Guadagni, anche in deroga alle regole.

Sono necessari, poi, altri fattori, quali il sostegno alla liquidità delle imprese per garantire che queste riescano a far fronte al flusso della remunerazione del lavoro, eventualmente al netto di taluni oneri contributivi temporaneamente sospesi.

Solo con soluzioni di salvaguardia dell’occupazione si potrà contenere la distruzione di posti di lavoro e il conseguente feedback negativo su consumi e livelli di attività.

In pratica, le soluzioni in campo saranno frutto di accordi (individuali o negoziati) tra imprese e lavoratori (secondo il modello tedesco di cogestione dell’impresa), ma è opportuno che queste siano incentivate da misure eccezionali di politica economica a sostegno del reddito dei lavoratori.

 

RICADUTA SCIENTIFICA

Analisi

La natura della minaccia della pandemia COVID-19[53] ha fatto emergere l’importanza del sistema scientifico e il ruolo degli scienziati per la sicurezza nazionale.

Le misure generalmente adottate propongono forme di distanziamento sociale applicate con diversi livelli di intensità, eventualmente corredate da campagne di diagnosi della malattia e dal tracciamento elettronico[54]. Gli ambiti scientifici spaziano dalla medicina all’informatica.

Dopo una prima fase di rigido isolamento, in Italia si discute di una “fase 2”, con riaperture graduali delle attività economiche a partire dal maggio 2020: le decisioni che verranno prese in questa fase si preannunciano delicate, dato il monito della comunità scientifica che mette in guardia da un rilassamento precoce dell’isolamento[55]. In linea generale, è possibile che fasi intermittenti di distanziamento si protraggano fino al 2022[56].

Sul fronte della ricerca, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha rilasciato una roadmap per coordinare gli sforzi su scala globale[57]. Gli ambiti di intervento sono molti, ma quattro fronti sembrano di particolare interesse.

Il vaccino. La WHO censiva 70 iniziative di ricerca attive all’11 aprile 2020, di cui 3 in fase di sperimentazione sull’uomo[58]. La produzione di massa del vaccino, tuttavia, potrebbe richiedere da 1 anno a 18 mesi[59].

Le terapie. Molte sono le notizie su farmaci quali il Remdesivir, la Clorochina, l’Idrossiclorochina ed altri. La realtà è ben più complessa. Le terapie esplorate sono almeno 166, basate soprattutto su vari approcci tra cui anticorpi, antivirali, RNA, terapie cellulari e riutilizzo di composti esistenti[60]. Interrogando la banca dati ClinicalTrials della U.S. National Library of Medicine, gli studi clinici in corso sul COVID-19 sono circa 500[61]. È ragionevole ipotizzare, tuttavia, che le ricerche a livello globale siano in numero superiore rispetto alle iniziative riportate nelle fonti citate.

Le policy. Quella più efficace sembrerebbe essere il rigido distanziamento sociale, che in Cina ha già prodotto notevoli risultati. Molti aspetti rimangono ancora da chiarire, tra cui una stima accurata del case fatality rate (CFR), la trasmissibilità in funzione del periodo di incubazione, la percentuale di casi asintomatici, la durata dell’infezione[62].

Le tecnologie digitali. Si spazia dallo sviluppo di applicazioni di tracciamento, all’uso di supercomputer per la ricerca di farmaci (come in Italia quello dell’ENI)[63], fino all’intelligenza artificiale impiegata a fini radio-diagnostici, epidemiologici e perfino di analisi massiva della scientifica. Nonostante l’enfasi posta sull’intelligenza artificiale, la reale efficacia solleva alcuni dubbi ed è probabile che questa tecnologia possa essere più utile in caso di future pandemie, che attualmente[64].

Quelli sopra richiamati sono solo alcuni dei principali fronti di ricerca. Le ricadute della pandemia richiedono uno sforzo multidisciplinare e sollecitano il contributo da parte di diversi campi di studio. Un importante ambito riguarda lo studio degli effetti del COVID-19 sulla salute mentale e psicologica, aspetto che impatta direttamente sul disagio sociale, accentuandone i rischi. Recentemente sono state individuate alcune priorità, tra cui la necessità di raccogliere più dati sull’impatto mentale del COVID-19, in particolare sui soggetti più vulnerabili[65].

La sicurezza dei dati e delle infrastrutture digitali del sistema scientifico, in particolare delle strutture sanitarie, è un tema di rilievo per la sicurezza nazionale[66]. Gli attacchi cyber finora rilevati non hanno il solo obiettivo di esfiltrare dati sensibili, ma sono spesso frutto di attività di cybercriminali interessati a ottenere illeciti guadagni, per esempio attraverso attacchi ransomware[67]. È verosimile ipotizzare che attacchi di questo tipo si protraggano per l’intera durata dell’emergenza, per cui il livello di vigilanza dovrà rimanere elevato. In tale quadro, le attività di sicurezza informatica dell’intelligence nazionale sono particolarmente importanti, ricollegandosi al perimetro nazionale della sicurezza cibernetica[68].

Un ulteriore aspetto importante è la comunicazione scientifica. Alcuni dei maggiori editori scientifici internazionali, in buona parte firmatari del Wellcome Trust Statement, hanno reso disponibili in formato aperto pubblicazioni e dati rilevanti per la ricerca sulla pandemia[69]. Diverse riviste scientifiche hanno istituito un canale preferenziale per la revisione rapida di pubblicazioni sul COVID-19. Già al 30 gennaio 2020, si stimavano almeno 54 pubblicazioni in riviste scientifiche di lingua inglese[70]. Questo ha portato a critiche circa le barriere linguistiche all’accesso dei contenuti da parte di specialisti non anglofoni, specie in Cina[71].

Un altro grande tema riguarda la poca chiarezza della comunicazione scientifica verso il grande pubblico, problematica particolarmente visibile in Italia all’inizio dell’epidemia. Questo effetto è stato amplificato dalla velocità di diffusione dei mass e social media, che a differenza delle riviste scientifiche non dispongono del filtro della preventiva revisione di altri specialisti[72].

Un altro grave problema è il proliferare di fake news, disinformazione e campagne di influenza, tanto più pericolose quanto più si fanno veicolo di falsi contenuti scientifici[73].

 

Il Problema Pedagogico

Un’ultima nota di interesse riguarda il problema pedagogico, che ha un impatto diretto sul sistema scientifico, economico e sociale nazionale. Le istituzioni scolastiche, a tutti i livelli, hanno subìto una brusca discontinuità nel modo di erogare la didattica.

Le università hanno predisposto iniziative di formazione online. Oltre l’80% degli studenti universitari ha potuto beneficiare di lezioni per via telematica, con alti livelli di frequenza; circa il 95% degli atenei ha attivato modalità di esame a distanza e oltre 26mila studenti si sono finora laureati da remoto[74]. Queste statistiche spingono a interrogarsi sulle conseguenze negative per la percentuale residuale, ma significativa in termini assoluti, degli studenti che non hanno potuto usufruire di lezioni, esami e lauree a distanza.

Nelle scuole secondarie di primo grado la partecipazione all’attività didattica a distanza è stata stimata nel 77%, mentre nell’ultimo triennio degli istituti di secondo grado la percentuale arriverebbe al 90%[75]. Anche rispetto a queste statistiche emergono preoccupazioni per la percentuale tutt’altro che trascurabile degli esclusi. È stato fatto notare, inoltre, come l’efficacia dell’attività didattica a distanza nelle scuole presenti diversi punti critici, tra cui la diseguale dotazione digitale delle famiglie, la non uniforme diffusione e banda di Internet, la diversa possibilità di presenza e supervisione dei genitori, la capacità organizzativa e le dotazioni telematiche degli istituti e soprattutto le reali competenze dei singoli insegnanti[76].

È ragionevole ritenere che le attività didattiche non riprenderanno la loro normalità prima di settembre 2020 e, anche allora, si potrebbe utilmente ricorrere a modalità miste di didattica in presenza e attività a distanza[77].

Si pone l’interrogativo su quali possano essere gli effetti dell’interruzione e della trasformazione didattica sulla competitività del sistema Paese. L’effetto della scolarizzazione sulla crescita economica è un fenomeno ampiamente studiato e dimostrato dalla comunità scientifica[78]. In particolare, è stato fatto notare come la qualità dell’istruzione e dell’apprendimento abbia un ruolo preponderante rispetto al mero tasso di scolarità[79]. Sebbene dinamiche di questo tipo abbiano un effetto non necessariamente apprezzabile nel breve periodo, la scala dell’impatto del COVID-19 sul sistema educativo rappresenta un evento di discontinuità, che potrebbe arrecare ulteriore detrimento alle deboli competenze alfabetiche degli studenti italiani, alla capacità di ricerca nazionale e quindi alla già indebolita traiettoria economica del nostro Paese.

Non è da escludere che Paesi come la Cina, con sistemi educativi improntati a un forte rigore già dai primi livelli di istruzione, escano ulteriormente rafforzati rispetto ad altri con diversi modelli di governo. L’Italia, i cui studenti erano già da anni sotto la media OCSE per capacità di lettura e scienze[80], potrebbe subire una ulteriore regressione.

 

Proposte di Policy

Nonostante diversi aspetti problematici, l’emergenza COVID-19 ha fatto emergere il ruolo fondamentale degli esperti per indirizzare le attività di policy making in situazioni ad alta complessità.

Questa considerazione, apparentemente scontata, ribalta una certa retorica “populista” degli ultimi tempi, che ha spesso relegato in secondo piano la reale professionalità sviluppata nel corso di anni di studio e lavoro da buona parte di specialisti, ricercatori e scienziati. La politica da sola non basta. Le scelte politiche in Italia, specie nelle prime fasi dell’epidemia, hanno probabilmente risentito della mancanza di un deciso indirizzo scientifico[81]. Da qui la necessità di dare centralità agli autentici esperti scientifici, integrando e armonizzando le loro competenze con le funzioni politiche.

Le considerazioni appena espresse sul difficile equilibrio tra potere politico e comunità scientifica hanno una notevole ricaduta pratica e non solo teorica. Un caso emblematico riguarda la dialettica tra decisore politico e organi di indirizzo scientifico che si sta sviluppando negli Stati Uniti, dove si è dapprima assistito ad un incidente di comunicazione che ha interessato il Presidente ed il suo principale consulente scientifico[82], Anthony Fauci, per poi giungere a minacce di tagli ai finanziamenti all’Organizzazione Mondiale della Sanità, con reazioni preoccupate da parte della comunità internazionale[83] e dal mondo scientifico[84]. All’altro estremo, in Cina si assiste a un crescente livello di controllo da parte dello Stato sulla ricerca scientifica, da un lato salutato positivamente per la capacità di deterrenza verso ricerche di bassa qualità sul COVID-19, dall’altro considerata con preoccupazione come evidente tentativo di controllo dell’informazione[85]. In Italia, il bilanciamento tra politica e scienza è molto complesso: si è passati da una flebile fase di indirizzo scientifico iniziale ad a una crescita (probabilmente eccessiva) di potere decisionale attribuito ai tecnici sanitari[86].

Una nota particolare riguarda gli specialisti della Sicurezza Nazionale. Nelle varie commissioni formate per gestire l’emergenza, spicca l’assenza (quantomeno esplicita) di esperti di Intelligence[87]. L’emergenza che stiamo vivendo è prima di tutto una questione di Sicurezza Nazionale e quindi di intelligence. Gli interessi in gioco sono enormi e le minacce esterne ed interne, come abbiamo visto, sono molteplici. Rafforzare formalmente il ruolo dell’Intelligence a supporto delle attività di policy making è di prioritaria importanza.

Sul piano pedagogico, la brusca discontinuità causata dall’emergenza COVID-19 e la non-uniformità nell’accesso e nella qualità della didattica erogata a distanza da scuole e atenei pone in rilievo la necessità di definire una strategia a livello nazionale, eventualmente coordinata da una cabina di regia che coinvolga “esperti e tecnici dell’educazione ma anche psicologi, psicoterapeuti e pedagogisti”[88]. Questa discontinuità rischia di allargare maggiormente il divario educativo tra il nord e il sud del Paese[89]. L’intento generale dovrebbe mirare ad appianare l’eterogeneità riscontrata nella risposta all’emergenza da parte dei diversi istituti, uniformandola verso standard più virtuosi, oltreché promuovere regole e comportamenti che sostengano la preparazione e il senso di responsabilità. È fondamentale che l’emergenza sanitaria non diventi un’occasione per facilitare ulteriormente gli obblighi formativi e valutativi[90]. In particolare, l’ipotesi di convergere verso promozioni di massa, senza le opportune verifiche, rischia di indebolire ulteriormente il sistema educativo nazionale, specie al Sud.

In generale, per quanto riguarda le policy orientate ad aspetti scientifici e pedagogici, l’imperativo è quello di affidarsi a fonti autorevoli e non a commentatori improvvisati. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha creato una roadmap che la comunità scientifica dovrebbe seguire a livello globale, per armonizzare gli sforzi e convergere verso una soluzione condivisa dell’emergenza[91]. La roadmap dettaglia i passi da seguire sia nel breve termine, che nel medio e lungo periodo. Alcune azioni, ovviamente, andranno declinate a livello nazionale, tenendo presente la necessità di coordinamento e collaborazione internazionale connaturata nella ricerca scientifica.

Le politiche che andranno adattate a livello nazionale dovrebbero favorire le priorità individuate dalla roadmap globale, senza necessariamente limitarsi ad esse. Tra queste si evidenziano otto punti[92]:

  • la ricerca su presidi diagnostici da istituire in maniera rapida all’interno della comunità;
  • la previsione immediata di dati ed evidenze disponibili su approcci terapeutici sperimentati con successo nei Paesi colpiti (come sta accadendo per esempio in Cina e Germania);
  • la valutazione rapida degli effetti di terapie ausiliarie e di supporto;
  • l’ottimizzazione dei dispositivi di protezione individuale e di altre misure di prevenzione;
  • l’analisi di tutte le informazioni disponibili circa la trasmissibilità tra uomo e animale;
  • l’accelerazione nella ricerca di vaccini e terapie, seguendo “protocolli Master”[93];
  • l’interazione tra enti finanziatori ed enti di ricerca per allineare sforzi e obiettivi;
  • la condivisione rapida e ampia di dati, materiali, campioni clinici e altre informazioni utili.

Allo stesso modo, guardando in prospettiva alle riaperture delle scuole, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilasciato alcune linee guida specifiche[94]. L’ambito di applicazione di queste linee guida, sulla cui efficacia occorrerebbero ulteriori approfondimenti, è limitato agli aspetti sanitari, mentre per quelli pedagogici si conferma la necessità di una strategia e di una cabina di regia a livello nazionale, che cominci a sperimentare innovazioni didattiche, cominciando a fare prendere coscienza delle necessità di nuove discipline per l’insegnamento. Tra queste, certamente, l’intelligence, che è un metodo di trattazione delle informazioni per individuare quelle rilevanti in un contesto distinto dall’eccesso di informazioni dalla disinformazione[95]. Infatti, l’emergenza COVID-19 sembra avere reso consapevoli in modo evidente della presenza di una società della disinformazione che crea un corto circuito cognitivo alle persone, impedendo di comprendere la realtà[96].

 

CONCLUSIONI

Al dramma sanitario vissuto dal Paese, si aggiungono le prospettive per alcuni versi ancora più ampie delle ricadute economiche e sociali. L’analisi ha preso in considerazione, in particolare, il tema del disagio sociale, accentuando sia le diseguaglianze territoriali, che quelle tra i cittadini con l’ulteriore erosione del ceto medio e la divaricazione più severa tra ricchi e poveri. Il disagio sociale rischia contemporaneamente di ampliare il bacino di reclutamento della criminalità e di accentuare le spinte separatiste delle aree più sviluppate del Paese. Parimenti si stanno rafforzando le tendenze di forte contestazione alle politiche comunitarie, fino ad un potenziale allontanamento dall’Unione Europea[97]. A livello di policy, si è posto l’accento su misure che possano riequilibrare il divario tra classi sociali e in particolare tra le élite dirigenziali pubbliche e i cittadini, attraverso una serie di interventi strutturali sulla riduzione dei costi della politica e dell’apparato burocratico. È emersa la necessità di ridefinire nuovamente i poteri tra Stato e Regioni, specie in ambito sanitario. E questa potrebbe essere l’occasione giusta per avviare cambiamenti di paradigma, che in ogni caso verranno imposto dagli eventi, che bisognerebbe tentare di in qualche modo di governare piuttosto che subirli in tutta la loro possibile violenza.

A livello geopolitico, si è posto il tema di un più chiaro posizionamento italiano rispetto alle alleanze internazionali a seguito della pandemia COVID-19, avendo come punto di riferimento l’interesse nazionale.

Sul piano militare, l’analisi ha preso in esame il probabile ridimensionamento dei fondi nel bilancio dello Stato. Utilizzando il criterio dei tagli lineari, se la riduzione del PIL del nostro Paese per il 2020 sarà quella prevista dall’FMI, la riduzione delle spese militari potrebbe essere di circa 3 miliardi di Euro. Inoltre, si è posto l’accento su ambiti di intervento che, invece, andrebbero rafforzati, come la protezione del dominio cyber e la prevenzione di minacce NBC, considerato che l’attuale pandemia potrebbe non essere l’ultima.

A livello economico e industriale, è a rischio la posizione italiana sui mercati internazionali. Tale indebolimento incide sul valore reputazionale del Paese, che potrebbe essere minacciato da ulteriori infiltrazioni criminali e divenire terra di conquista da parte di altre nazioni[98]. Il rischio è che altri Paesi, con le loro multinazionali, traggano vantaggio dal nostro indebolimento per rafforzare il proprio ruolo, specie nell’industria manifatturiera.

In questo contesto, dovrebbe essere aggiornata la normativa del golden power, completandola con la definizione, ancora non individuati, dei “beni e i rapporti di rilevanza strategica per l’interesse nazionale”[99]. Pertanto, in questa fase si potrebbe valutare se vietare la vendita di quote degli asset strategici. Tra questi potrebbero essere considerati anche quelli sanitari, che andrebbero rafforzati investendo sul farmaceutico, sulle tecnologie digitali tra cui la telemedicina, nonché altri ambiti ad alta intensità di innovazione.

I rischi vanno monitorati non solo nell’immediato, ma anche nel medio periodo, poiché la criminalità organizzata, le multinazionali, le banche d’affari, i fondi sovrani e i Paesi stranieri potrebbero agire a distanza di tempo dal clamore mediatico dell’emergenza, ponendo però adesso le basi per il loro intervento futuro.

Sono state prese in considerazione alcune misure a sostegno della piccola e media impresa e della forza occupazionale da essa sostenuta. Uno di questi temi è l’incentivo al rientro della produzione da Paesi a basso reddito verso l’Italia, così come occorre predisporre le condizioni legislative e fiscali per incentivare il rientro delle sedi legali delle aziende, per incentivare il nostro gettito fiscale.

A livello scientifico si è evidenziata la necessità di rafforzare la sicurezza dei dati e delle infrastrutture digitali del sistema scientifico, in particolare delle strutture sanitarie. Si è analizzato lo stato dell’arte di alcuni fronti importanti della ricerca tra cui lo sviluppo del vaccino, la ricerca di terapie, lo sviluppo di policy sanitarie, l’utilizzo di tecnologie digitali, lo studio dell’impatto mentale e psicologico. È stata richiamata l’importanza di bilanciare il ruolo di scienziati ed esperti di Sicurezza Nazionale con quello del decisore politico. Per quanto riguarda le policy di ricerca, più nello specifico, è stata ricordata l’importanza di fare comunque riferimento a fonti istituzionali che svolgono funzioni di coordinamento, come nel caso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. È stato fatto notare, infine, che l’emergenza educativa non può essere affrontata semplificando ulteriormente i percorsi di studio, ma introducendo dei reali meccanismi di erogazione didattica e verifica che inducano a consolidare le conoscenze.

In tutti questi aspetti, esplicitamente previsti nella legge di riforma del settore del 2007, l’intelligence ha una funzione fondamentale, da utilizzare, valorizzare e sviluppare costantemente e quotidianamente.

 

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  • Portale ClinicalTrials della U.S. National Library of Medicine: https://clinicaltrials.gov/, dati al 14 aprile 2020.
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NOTE

[1] Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18.

[2] Decreto-legge 08 aprile 2020, n. 23.

[3] «Non siamo qui per chiudere gli spread. Ci sono altri strumenti e altri attori per gestire queste questioni». Dopo queste parole i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono esplosi dall’1,22% sulle scadenze decennali delle 14:42, prima che Lagarde iniziasse a rispondere alle domande dei giornalisti, fino a un picco dell’1,88% alla fine della sua performance. Un balzo colossale del costo del debito che rischia di costare molti miliardi ai contribuenti italiani, frutto di parole pronunciate proprio quando il Paese è messo in ginocchio da un’epidemia che, peraltro, si sta allargando a tutta Europa. Padoin, P. (2020). Lagarde parla dello spread: esplodono rendimenti titoli stato italiani, crolla borsa Milano”, firenzepost.it. 12 marzo 2020. https://www.firenzepost.it/2020/03/12/le-parole-di-lagarde-sullo-spread-fanno-esplodere-i-rendimenti-dei-titoli-di-stato-italiani-borghi-lega-chiede-le-dimissioni/.

[4] MG Research, sondaggio del 14 aprile 2020.

[5] Draghi, M. (2012). Within our mandate, the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough! Global Investment Conference. 26 luglio 2012. Londra.

[6] Cellino, M. (2017). Il “whatever it takes” di Draghi? Vale 5mila miliardi per le borse e i bond europei. Il Sole 24 Ore. 26 luglio 2017. https://www.ilsole24ore.com/art/il-whatever-it-takes-draghi-vale-5mila-miliardi-le-borse-e-bond-europei-AEyLkF3B.

[7] Giungato, L. (2020). La pandemia immateriale. Gli effetti del Coìvid-19 tra social asintomatici e comunicazione istituzionale. Società Italiana di Intelligence. 14 aprile 2020. www.socint.org

[8] Caligiuri, M. (2020). Allarme Sud (e non solo). Perché gli 007 si occupano di disagio sociale. Formiche.net. 29 marzo 2020. https://formiche.net/2020/03/disagio-sociale-007-caligiuri-sud/.

[9] Licini, G. (2019). Rapporto OCSE. L’Italia è il terzo Paese al mondo più indebitato con 62.700 dollari a testa. Il Sole 24 Ore. 14 novembre 2019. https://www.ilsole24ore.com/art/l-italia-e-terzo-paese-mondo-piu-indebitato-62700-dollari-testa-AC9Ckuy

[10] Bassi, A. (2020). Intervista a Giulio Tremonti. Il Mes sarebbe sempre debito nazionale meglio allora un Btp esente da imposte. Il Messaggero. 8 aprile 2020, p. 5.

Tremonti, G. (2020). Un piano di difesa e ricostruzione nazionale. Una proposta per affrontare la crisi basata sull’emissione di titoli pubblici a lunghissima scadenza. Corriere della Sera. 29 marzo 2020. https://www.corriere.it/opinioni/20_marzo_29/piano-difesa-ricostruzione-nazionale-a15a4ab6-71eb-11ea-b6ca-dd4d8a93db33.shtml

[11] Il Presidente D.J. Trump, nel Memorandum on Providing COVID-19 Assistance to the Italian Republic, del 10.04.2020, ha annunciato una serie di misure di supporto che si sommano ai 100 Mln di $ di aiuti, in materiale sanitario, già previsti. Permetterà inoltre un accesso coordinato dell’Italia alle risorse sanitarie e industriali americane, per la gestione della crisi sanitaria ed al contempo garantendo sostegno economico per contrastare la forte recessione della fase due.

Trump, D.J. (2020). Memorandum on Providing COVID-19 Assistance to the Italian Republic. Presidential Memoranda. https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/memorandum-providing-covid-19-assistance-italian-republic/

[12] Già all’inizio della pandemia era stato evidenziato in: Barone, N. and Bartoloni, M. (2020) Coronavirus, dal panico allo scontro con le Regioni: 5 errori nella gestione dell’emergenza. Il Sole 24 Ore. 28 febbraio 2020. https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-panico-scontro-le-regioni-5-errori-gestione-dell-emergenza-AC6Q4TMB

[13] Mineo, G. (2020). Taormina il vendicatore: “Denuncio il premier per la strage Covid”. Il Tempo. 05 aprile 2020. https://www.iltempo.it/cronache/2020/04/05/news/coronavirus-carlo-taormina-denuncia-conte-strage-epidemia-covid-19-ritardi-morti-colpa-governo-1309117/

Per un ulteriore esempio, si veda: “Esposto denuncia ex artt.40 comma 2, 452, 438 e 589 con l’aggravante di cui all’art.61 3) e 9) codice penale”, consultabile al seguente link: https://www.studiolonoce.it/articoli/1753/

[14] Cassese, S. (2020). Coronavirus, il dovere di essere chiari. Corriere della Sera. 23 marzo 2020. https://www.corriere.it/editoriali/20_marzo_23/dovere-essere-chiari-b5b36828-6d39-11ea-ba71-0c6303b9bf2d.shtml

[15] Per una visione sociologica, vedi Beck, U. (2000), La società del rischio. Carocci. Roma. Bauman, Z. (2008), Paura liquida. Laterza. Bari. Per un approccio giuridico: Romano, S. (1902). Osservazioni preliminari per una teoria sui limiti della funzione legislativa nel diritto italiano. Archivio del diritto pubblico e dell’amministrazione italiana (1902) 1. pp. 229-243; 293-308.

Marazzita, G. (2003). L’emergenza costituzionale. Definizioni e modelli. Giuffrè. Milano.

[16] 16Una ricostruzione analitica del testo della legge, della sua storia e del dibattito che ne è seguito è disponibile al seguente link: USA Patriot Act. Electronic Privacy Information Center. http://www.epic.org/privacy/terrorism/usapatriot/

[17] «È comprensibile — ma non giustificabile — l’avere scelto la strada sbagliata di creare in fretta e furia un nuovo diritto dell’emergenza sanitaria, uscendo dai binari delle leggi di polizia sanitaria già esistenti, a partire dalle norme della Costituzione sulla profilassi internazionale fino a quelle del Servizio sanitario sulle epidemie e al testo unico delle leggi sanitarie. Non si comprende, invece, perché i nostri governanti continuino a scrivere proclami così oscuri. L’ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, annunciato in televisione la sera del 21 marzo, firmato la sera successiva ed entrato in vigore il giorno dopo, contiene, nella parte dispositiva, 864 parole e ben dieci rinvii ad altri decreti, leggi, ordinanze, codici, protocolli. A Palazzo Chigi pensano che tutti gli italiani siano dotati di una raccolta normativa completa, incluse le ordinanze?(…) Il 9 agosto 1940 Churchill firmò dal Gabinetto di guerra, al numero 10 di Downing Street, un documento di una pagina, intitolato «Brevity», che elencava in quattro punti come dovessero essere scritti i documenti governativi. Se non si vuole attraversare la Manica, si può leggere il «codice di stile» delle amministrazioni pubbliche, prodotto nel 1994 dal ministero della Funzione pubblica”,

Cassese, S. (2020). Coronavirus, il dovere di essere chiari. Corriere della Sera. 23 marzo 2020. https://www.corriere.it/editoriali/20_marzo_23/dovere-essere-chiari-b5b36828-6d39-11ea-ba71-0c6303b9bf2d.shtml

[18] Come proporremo sulle spese militari nel successivo paragrafo “Ricaduta militare”.

[19] La normativa ha creato a costi maggiori un rafforzamento del ruolo dei dirigenti senza alcun beneficio per l’efficienza, è aumentata la burocrazia e l’immobilismo pubblico mentre la riduzione dei controlli degli atti amministravi ha oggettivamente favorito l’infiltrazione delle mafie nelle amministrazioni locali e regionali.

[20] Nel 2017 la spesa sanitaria pubblica in Italia è stata pari al 6,6% del Pil, un valore inferiore di circa tre punti percentuali a quella in Germania (9,6%) e Francia (9,5%), di un punto percentuale rispetto al Regno Unito, e di poco superiore a quella di Spagna (6,3%), Portogallo (6,0%) e Repubblica Ceca (5,8%).

Corte dei Conti. Referto al Parlamento sulla Gestione Finanziaria dei Servizi Sanitari Regionali. Esercizio 2017. Deliberazione n. 13/SEZAUT/2019/FRG.

[21] Cereda, D., Tirani, M., Rovida, F., Demicheli, V., Ajelli, M., Poletti, P., & Merler, S. (2020). The early phase of the COVID-19 outbreak in Lombardy, Italy. arXiv preprint. arXiv:2003.09320.

[22] Cillis, L. (2020). Coronavirus, allarme delle compagnie aeree: “Il settore rischia 25 milioni di disoccupati”. Repubblica. 7 aprile 2020. https://www.repubblica.it/economia/2020/04/07/news/coronavirus_allarme_della_compagnie_aeree_ il_settore_rischia _25_ milioni_di _disoccupati_-253389252/.

Capuzzi, L. (2011). CRIMINALITA’. Narcos, assalto all’Europa Messico-Calabria prove di alleanza. Avvenire. 19 gennaio 2011. https://www.avvenire.it/mondo/pagine/narcos-assalto-alleuropa_201101191029451700000.

[23] Secondo un sondaggio di Euromedia Research del 15.04.2020, per il 59 per cento degli intervistati l’UE non avrebbe ragione di esistere. Un sondaggio dei primi di aprile condotto dall’Istituto SWG di Trieste registra un crollo della fiducia degli italiani al 27%, a fronte del 42 % del 2019. Si vedano le seguenti fonti:

Italpress (2020). Coronavirus, un sondaggio: per 59% intervistati UE non ha più senso. 15 aprile 2020. https://www.italpress.com/coronavirus-un-sondaggio-per-59-intervistati-ue-non-ha-piu-senso/.

Corda, N. (2020). Sondaggi, l’Europa crolla nella fiducia degli italiani. Germania nemico numero uno. eunews. 8 aprile 2020. https://www.eunews.it/2020/04/08/sondaggi-leuropa-crolla-nella-fiducia-degli-italiani-germania-nemico-numero-uno/128811

[24] Pioppi, S. (2020). Uniti contro il virus. La Nato in campo (di nuovo) per combattere il Covid-19. Formiche.net. 15 aprile 2020. https://formiche.net/2020/04/nato-vertice-difesa-virus-stoltenberg/

[25] Pioppi, S. (2020). Così la Nato si schiera contro la pandemia. E l’Italia c’è. Formiche.net. 15 aprile 2020, https://formiche.net/2020/04/nato-riunione-difesa-emergenza-guerini/

[26] Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022. Profili di competenza della Commissione Difesa. https://documenti.camera.it/Leg18/Dossier/Pdf/DIo2o6.Pdf.

[27] Idem.

[28] De Simone, R. (2020). Anno 2020: mentre aumenta la spesa militare scarseggia la spesa per la ricerca e l’istruzione. Peacelink. 7 febbraio 2020. https://www.peacelink.it/disarmo/a/47294.html

[29] Progetto di Legge dell’On. Alberto Pagani ed altri: Delega al Governo per l’istituzione della “Riserva ausiliaria dello Stato” pe rlo svolgimento di operazioni di soccorso sanitario e socio-assistenziale”. Presentata il 19.12.2018. Proposta di Legge AC 1466, https://www.camera.it/leg18/126?leg=18&idDocumento=1466.

[30] Di Donfrancesco, G. (2019). Fmi: crescita mondiale mai così bassa dalla crisi del 2008. Giù le stime dell’Italia. Il Sole 24 Ore. 15 ottobre 2019. https://www.ilsole24ore.com/art/l-fmi-promuove-bce-e-fed-hanno-difeso-l-economia-guerra-dazi-ACiBKyr

[31] Barlaam, R. (2020). Guerra dei dazi, dopo due anni Usa e Cina firmano la pace. Ecco che cosa prevede l’accordo. Il Sole 24 Ore. 15 gennaio 2020. https://www.ilsole24ore.com/art/guerra-dazi-due-anni-usa-e-cina-firmano-pace-ecco-che-cosa-prevede-l-accordo-ACkER5BB

[32] International Monetary Fund. (2020). World Economic Outlook Reports. April 2020: Chapter 1. April 2020. https://www.imf.org/en/Publications/WEO/Issues/2020/04/14/weo-april-2020

[33] Di Donfrancesco, G. (2020) Fmi: recessione globale nel 2020 (-3%) e per l’Italia Pil in calo del 9. Il Sole 24 Ore. 14 aprile 2020. https://www.ilsole24ore.com/art/fmi-recessione-globale-2020-3percento-e-l-italia-pil-calo-9percento-ADWExyJ

[34] Idem.

[35] Idem.

[36] Idem.

[37] Stiglitz, J.E. (2003). La globalizzazione e i suoi oppositori, Einaudi, Torino.

[38] Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana a cura del “Servizio per l’analisi dei dati e la ricerca economica, sociale e ambientale” – ISTAT – marzo 2020 -https://www.istat.it/it/files//2020/04/notamensile_marzo_def.pdf

[39] Idem. Inoltre, si fa riferimento all’esame del disegno di legge A.S. 1766 Conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 – Memoria scritta dell’Istituto nazionale di statistica ISTAT – predisposta in occasione della 5° Commissione programmazione economica e bilancio Senato della Repubblica – Roma,26 marzo 2020 – https://www.istat.it/it/files//2020/03/Aggiornamento_MemoriaAS-1766_rev31marzo.pdf

[40] Svimez (2020). L’Impatto Economico e Sociale del COVID-19: Mezzogiorno e Centro-Nord. Svimez Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno. 9 aprile 2020. http://lnx.svimez.info/svimez/wp-content/uploads/2020/04/svimez_impatto_coronavirus_bis.pdf

[41] Confapi. Studi, ricerche e innovazione. https://www.confapi.org/it/servizi/studi-ricerche-e-innovazione.html

[42] Fara, G.M. (2020). Presidente Eurispes, Gian Maria Fara: come farà l’Italia senza sommerso? Eurispes. 27 marzo 2020, https://eurispes.eu/news/presidente-eurispes-gian-maria-fara-come-fara-litalia-senza-sommerso/

[43] ILO Monitor (2020). COVID-19 and the world of work. Second edition Updated estimates and analysis. ILO International Labour Organization. 7 aprile 2020. https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/@dgreports/ @dcomm/documents/briefingnote/wcms_740877.pdf

[44] Idem.

[45] Puccio, S. (2019). Sanità in Calabria il sistema “più malato” d’Italia. Dati impietosi: ultimi per qualità, primi per le liti. Il Quotidiano del Sud. 4 giugno 2019. https://www.quotidianodelsud.it/societa-cultura/saluteeassistenza/2019/06/04/ sanita-in-calabria-il-sistema-piu-malato-ditalia-dati-impietosi-ultimi-per-qualita-primi-per-le-liti/?cli_action=1587047261. 266

[46] Svimez (2020), supra.

[47] Confapi, Centro Studi, https://www.confapi.org/it/servizi/studi-ricerche-e-innovazione.html

[48] Carrer, G. (2020). Allarme interferenze straniere sull’Italia. Ora interviene il Copasir (per fortuna). Formiche.net. https://formiche.net/2020/03/interfenze-straniere-italia-allarme-copasir/

[49] Ci sono diversi motivi che hanno spinto le aziende a delocalizzare la produzione: minori vincoli in termini di diritto del lavoro; basso costo del lavoro; la riduzione dei costi di trasporto; i vantaggi fiscali; le agevolazioni finanziarie e commerciali; costi dell’energia.

[50] IlDispaccio (2020). Intelligence, Roberto Pollari al Master dell’Università della Calabria: “La lotta al riciclaggio funziona se c’è l’apporto delle categorie professionali. La criptovaluta non sarà la moneta del futuro”. ildispaccio.it. 8 marzo 2020. http://ildispaccio.it/cosenza/238719-intelligence-roberto-pollari-al-master-dell-universita-della-calabria-la-lotta-al-riciclaggio-funziona-se-c-e-l-apporto-delle-categorie-professionali-la-criptovaluta-non-sara-la-moneta-del-futuro

[51] Legge 388/2000, art. 118: “Interventi in materia di formazione professionale nonché disposizioni in materia di attività svolte in fondi comunitari e di Fondo sociale europeo”.

[52] OECD (2001). Territorial Outlook. Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. https://read.oecd-ilibrary.org/urban-rural-and-regional-development/oecd-territorial-outlook_9789264189911-en#page1

[53] WHO (2020). Naming the coronavirus disease (COVID-19) and the virus that causes it. Organizzazione Mondiale della Sanità. https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/technical-guidance/naming-the-coronavirus-disease-(covid-2019)-and-the-virus-that-causes-it

[54] Anderson, R. M., Heesterbeek, H., Klinkenberg, D., & Hollingsworth, T. D. (2020). How will country-based mitigation measures influence the course of the COVID-19 epidemic? The Lancet, 395(10228), 931–934. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)30567-5

[55] Xu, S., & Li, Y. (2020). Beware of the second wave of COVID-19. The Lancet. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)30845-X

[56] Kissler, S. M., Tedijanto, C., Lipsitch, M., & Grad, Y. (2020). Social distancing strategies for curbing the COVID-19 epidemic (March 2020). Harvard Library. http://nrs.harvard.edu/urn-3:HUL.InstRepos:42638988

[57] WHO (2020). A Coordinated Global Research Roadmap: 2019 Novel Coronavirus. Organizzazione Mondiale della Sanità. Marzo 2020. https://www.who.int/blueprint/priority-diseases/key-action/Coronavirus_Roadmap_V9.pdf?ua=1

[58] WHO (2020). DRAFT landscape of COVID-19 candidate vaccines. Organizzazione Mondiale della Sanità. 11 April 2020.https://www.who.int/blueprint/priority-diseases/key-action/Novel_Coronavirus_Landscape_nCoV_11April2020. PDF?ua=1

[59] Anderson et al. (2020), supra.

[60] Milken Inst. (2020). COVID-19 Treatment and Vaccine Tracker. Milken Institute. https://milkeninstitute.org/covid-19-tracker (accesso 11 aprile 2020).

[61] Si contano 469 studi clinici attivi su “COVID-19” secondo il portale ClinicalTrials della U.S. National Library of Medicine: https://clinicaltrials.gov/, dati al 14 aprile 2020.

[62] Anderson et al. (2020), supra.

[63] ENI (2020). Eni’s HPC5 supercomputer contributes to Coronavirus research. Eni. https://www.eni.com/en-IT/media/press-release/2020/04/cs-eni-hpc5-coronavirus.html

[64] Douglas Heaven, W. (2020). AI could help with the next pandemic—but not with this one. MIT Technology Review. 12 marzo 2020. https://www.technologyreview.com/2020/03/12/905352/ai-could-help-with-the-next-pandemicbut-not-with-this-one/

[65] Holmes, E. A., O’Connor, R. C., Perry, V. H., Tracey, I., Wessely, S., Arseneault, L., … Bullmore, E. (2020). Multidisciplinary research priorities for the COVID-19 pandemic: a call for action for mental health science. The Lancet Psychiatry. https://doi.org/10.1016/S2215-0366(20)30168-1

[66] SISR (2020). Coronavirus, riunione straordinaria del Nucleo Sicurezza Cibernetica. Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica. Comunicato del 01 aprile 2020. https://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/archivio-notizie/comunicato-stampa-coronavirus-riunione-straordinaria-del-nucleo-di-sicurezza-cibernetica.html

[67] Secondo la definizione dell’ENISA (Agenzia per la Cybersecurity dell’Unione Europea), un ransomware è un tipo di minaccia informatica che infetta i computer e manipola i sistemi infettati in modo che le vittime non possano più usare (in parte o in tutto) i sistemi di elaborazione e i dati in essi contenuti. Poco dopo l’attacco, le vittime solitamente ricevono un messaggio di ricatto che chiede di pagare un riscatto (da cui il nome ransomware) per ottenere nuovamente accesso ai sistemi e ai dati. Si veda: https://www.enisa.europa.eu/topics/csirts-in-europe/glossary/ransomware.

[68] Consiglio dei Ministri n. 4, 19 Settembre 2019. http://www.governo.it/it/articolo/consiglio-dei-ministri-n-4/12844

[69] Wellcome (2020). Sharing research data and findings relevant to the novel coronavirus (COVID-19) outbreak. Wellcome Trust. https://wellcome.ac.uk/coronavirus-covid-19/open-data

[70] Stoye, E. (2020). China coronavirus: how many papers have been published. Nature, 30, 2020.

[71] Xiang, Y.-T., Li, W., Zhang, Q., Jin, Y., Rao, W.-W., Zeng, L.-N., … Hall, B. J. (2020). Timely research papers about COVID-19 in China. The Lancet, 395(10225), 684–685. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)30375-5

[72] In termini scientifici questo processo si definisce “peer review”.

[73] Giungato, L. (2020), supra.

[74] ANSA (2020). Università, Manfredi, per gli atenei due fasi di ‘restart’. Agenzia Nazionale Stampa Associata. 09 aprile 2020. https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2020/04/09/universita-manfredi-per-gli-atenei-due-fasi-di-restart_6174761 e-b60a-4bd5-977c-038b6b9cadac.html

[75] Eurispes (2020). Tutti a casa. La sfida della didattica a distanza in un Paese in affanno. L’Eurispes. 26 marzo 2020. https://www.leurispes.it/tutti-a-casa-la-sfida-della-didattica-a-distanza-in-un-paese-in-affanno/

[76] Idem.

[77] ANSA (2020), supra.

[78] Hanushek, E. A., & Woessmann, L. (2010). Education and economic growth. Economics of education, 60-67.

[79] Idem.

[80] OECD (2019). Programme for International Student Assessment, Italia. Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. OECD 2019 Volumes I-III. https://www.oecd.org/pisa/publications/PISA2018_CN_ITA_IT.pdf

[81] Il riferimento è al periodo che va dalla scoperta dei primi casi in Italia al varo dei primi provvedimenti restrittivi nella prima e seconda settimana di Marzo 2020.

[82] Orr, G., & Levine, M. (2020).Trump’s #FireFauci retweet spurs a cycle of outrage and a White House denial. Politico. 13 aprile 2020. https://www.politico.com/news/2020/04/13/trump-fauci-fire-tweet-coronavirus-183907

[83] BBC News (2020). Trump’s WHO de-funding «as dangerous as it sounds». British Broadcasting Corporation News. 15 aprile 2020. https://www.bbc.com/news/world-us-canada-52291654

[84] Kupferschmidt, K., & Cohen, J. (2020). ‘Short-sighted.’ Health experts decry Trump’s freeze on U.S. funding for WHO as world fights pandemic. Science Mag. 14 aprile 2020. https://www.sciencemag.org/news/2020/04/trump-freezes-us-funding-who-world-fights-pandemic

[85] Silver, A., & Cyranoski, D. (2020). China is tightening its grip on coronavirus research. Nature news. 15 aprile 2020. https://www.nature.com/articles/d41586-020-01108-y

[86] Fittipaldi, E. (2020).I sette uomini più potenti d’Italia: oggi comandano (solo) gli scienziati. L’Espresso. 10 aprile 2020. https://espresso.repubblica.it/inchieste/2020/04/10/news/i-sette-scienziati-che-comandano-in-italia-1.347039

[87] Caligiuri, M. (2020). Colao e le task force. Ok ma manca la sicurezza nazionale. Scrive Caligiuri. Formiche.net. 12 aprile 2020. https://formiche.net/2020/04/task-force-colao-sicurezza/

[88] Fregonara, G. (2020). Scuole, verso una commissione Colao per la riapertura. Il toto presidente. Corriere della Sera. 15 aprile 2020. https://www.corriere.it/scuola/secondaria/20_aprile_15/scuole-una-commissione-colao-la-riapertura-toto-presidente-5e4531e6-7f15-11ea-a4e3-847238ee431e.shtml

[89] Fondazione Agnelli (2010). Rapporto sulla scuola in Italia 2009, Laterza, Roma-Bari.

[90] Caligiuri, M. (2018), Il facilismo amorale. Una riflessione sulla responsabilità educativa del ‘68, in “Formazione & Insegnamento”, Numero 1-2018, pp. 17-34.

[91] WHO (2020). A Coordinated Global Research Roadmap: 2019 Novel Coronavirus. Organizzazione Mondiale della Sanità. Marzo 2020. https://www.who.int/blueprint/priority-diseases/key-action/Coronavirus_Roadmap_V9.pdf?ua=1.

[92] Idem.

[93] Secondo la definizione della Food and Drug Administration degli Stati Uniti, un “protocollo master” (master protocol) è un protocollo definito come un insieme di più studi, che hanno obiettivi potenzialmente differenti e che richiedono un coordinamento per valutare uno o più cure sperimentali per uno o più sottotipi di malattia all’interno di un unico programma di sperimentazione. Per maggiori dettagli si veda: FDA (2018). Master Protocols: Efficient Clinical Trial Design Strategies to Expedite Development of Oncology Drugs and Biologics. Guidance for Industry. Draft Guidance. U.S. Food and Drug Administration. https://www.fda.gov/media/120721/download

[94] WHO (2020). Key Messages and Actions for COVID-19 Prevention and Control in Schools. Organizzazione Mondiale della Sanità. https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/key-messages-and-actions-for-covid-19-prevention-and-control-in-schools-march-2020.pdf?sfvrsn=baf81d52_4

[95] Caligiuri, M. (2019), Come i pesci nell’acqua. Immersi nella disinformazione (prefazione di Luciano Floridi). Soveria Mannelli. Rubbettino.

[96] Caligiuri M. (2020), Educazione e disinformazione al tempo del coronavirus, 15.3.2020, https://www.youtube.com/watch?v=dLDA04LPvPw

[97] Sondaggio SWG, supra.

[98] Carrer, G. (2020). Allarme interferenze straniere sull’Italia. Ora interviene il Copasir (per fortuna). Cit.

[99] Golden Power, http://www.governo.it/it/dipartimenti/dip-il-coordinamento-amministrativo/dica-att-goldenpower/9296

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